Lipoaspirazione

Eliminazione dell’eccesso di grasso localizzato
Definizione, obiettivi e principi.
La lipoaspirazione permette di sopprimere radicalmente e definitivamente gli eccessi di grasso localizzati. Questi eccessi di grasso localizzati non spariscono generalmente malgrado un regime alimentare o l’esercizio fisico. Al contrario la lipoaspirazione non costituisce un metodo di dimagrimento e il suo scopo non è dunque di ridurre il peso della paziente: cosicché una lipoaspirazione correttamente realizzata non permetterà di determinare un miglioramento della qualità della vita. La lipoaspirazione non è un trattamento per l’obesità. Il principio della lipoaspirazione (messo a punto a partire del 1947 da Yves-Gerard Illouz) è di introdurre attraverso delle piccole incisioni delle cannule smusse, con bordo arrotondato, non taglienti, perforate alla loro estremità da numerosi orifizi. Queste cannule saranno collegate ad un circuito nel quale sarà creata una pressione negativa (pompe aspiranti). È così che sarà possibile l’aspirazione armoniosa e non traumatizzante delle cellule adipose in sovrannumero. Nella misura in cui queste cellule adipose non hanno la facoltà di rimoltiplicarsi, non ci sarà una recidiva di questa sovrappopolazione di adipociti. In pratica, la lipoaspirazione può applicarsi a un grande numero di regioni del corpo: le cosce da cavallerizzo sicuramente, ma anche i fianchi, l’addome, le cosce, le ginocchia, i polpacci, le caviglie, le braccia. I miglioramenti tecnici hanno permesso di estendere la sua applicazione a livello del viso e del mento (doppio mento, ovale del viso). I recenti progressi, riguardanti la liposuzione superficiale, grazie all’utilizzazione di cannule molto sottili fanno in modo che la pelle sottostante alla zona trattata non ha più da soffrire: al contrario l’aspetto della pelle può essere migliorato dalla retrazione cutanea che genera una lipoaspirazione superficiale correttamente realizzata. Purtuttavia, bisogna guardare allo spirito della lipoaspirazione, malgrado la sua estrema banalizzazione nel corso degli ultimi anni; infatti questa metodica deve essere considerata un vero intervento chirurgico che deve essere praticato da un chirurgo plastico competente e qualificato, formato specificatamente a questo tipo di tecnica e che esercita in un contesto realmente chirurgico.
Prima dell'ntervento
Prima dell’ntervento
Un bilancio preoperatorio è realizzato prima dell’intervento conformemente alle prescrizioni del medico. Il fumo non costituisce una controindicazione assoluta ma l’astensione da esso un mese prima dell’intervento è raccomandato tenendo conto della possibile sua incidenza nefasta sulla cicatrizzazione. Nessuna medicina contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere assunta nei dieci giorni che precedono l’intervento. In funzione del tipo di anestesia può essere richiesto al paziente di restare a digiuno (né mangiare né bere) sei ore prima dell’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero
Tipo di anestesia: La lipoaspirazione può essere realizzata, a seconda dei casi e dell’importanza delle zone da trattare, sia in anestesia locale, sia in anestesia locale approfondita con dei tranquillanti somministrati per via endovenosa (anestesia vigile), sia in anestesia generale. La scelta tra queste differenti tecniche sarà il frutto di un colloquio tra il paziente, il chirurgo e l’anestesista. Modalità di ricovero: la durata del ricovero è in funzione della quantità di grasso estratto. Essa può essere breve, dell’ordine di qualche ora per le piccole lipoaspirazioni (quando si ricorre ad una anestesia locale). Essa sarà di uno o due giorni in caso di lipoaspirazione più importante (realizzata in anestesia generale).

L'intervento
Ogni chirurgo adotta una tecnica sua propria che egli adatta ad ogni caso per ottenere i migliori risultati. Tuttavia si può ritenere che esistono dei principi di base comuni: Le incisioni sono piccole (3-4 mm) e discrete perché cadono solitamente lunga una piega naturale. Il grasso è aspirato utilizzando le cannule smusse, realizzando una serie di tunnel regolari che rispettano i vasi e i nervi: si tratta beninteso di grasso profondo e di grasso superficiale. La quantità di grasso estratta dipende, ovviamente, dalla qualità della pelle sovrastante che costituisce uno dei fattori determinanti per la qualità dei risultati. Alla fine dell’intervento viene praticata una medicazione modellante con delle bende elastiche o delle guaine di contenimento appositamente confezionate. La durata dell’intervento è in funzione della quantità di grasso da estrarre e del numero di zone da trattare. Essa può variare da 30 minuti a tre ore (in media da 1 a 2 ore).
Decorso post operatorio
Il tempo necessario per recuperare e rimettersi da una lipoaspirazione è proporzionale alla quantità di grasso asportato. Tra le sequele postoperatorie delle ecchimosi ed un rigonfiamento (edema) compaiono a livello delle regioni trattate. I dolori sono variabili ma essi sono in regola generale poco importanti grazie all’utilizzazione di cannule molto sottili. Una sensazione di stanchezza può essere accusata nel corso dei primi giorni, soprattutto in caso di asportazione importante di grasso. L’attività normale può essere ripresa a partire dal terzo-sesto giorno dopo l’intervento. Anche questa in funzione dell’importanza della lipoaspirazione e del tipo di attività professionale. Le ecchimosi si riassorbono nel corso di 10-20 giorni dopo l’intervento. Si consiglia di indossare una guaina elastica da contenzione per 2-4 settimane. Si prevede una ripresa dell’attività sportiva alla terza settimana dopo l’intervento. Conviene non esporre al sole o ai raggi UV le regione operate per almeno 3 settimane. Non c’è nessuna modificazione netta dell’aspetto nel corso delle prime 2 settimane, poiché esiste all’inizio un rigonfiamento postoperatorio dei tessuti operati (edema). È solamente dopo la terza settimana, e dopo il riassorbimento di questo edema, che il risultato comincerà ad apprezzarsi. La pelle impiegherà circa 3 mesi per retrarsi completamente sulle nuove curve e riadattarsi sulla nuova silhouette.
Il risultato
Apprezzato in modo definitivo dopo un attesa di 6 mesi, il più delle volte è soddisfacente: fermo restando che l’indicazione e la tecnica siano state corrette; la lipoaspirazione avrà permesso di fare sparire definitivamente gli eccessi di grasso localizzato, determinando un apprezzabile retrazione della pelle. Lo scopo di questa chirurgia è di apportare un miglioramento e non ci si può aspettare la perfezione.

Le imperfezioni di un risultato
Abbiamo visto che, nella grande maggioranza dei casi, una lipoaspirazione correttamente eseguita rende un reale servizio al paziente ottenendo un risultato soddisfacente e conforme alle attese. In qualche caso, delle imperfezioni localizzate possono essere apprezzate senza che esse costituiscano delle reali complicazioni: insufficiente correzione, asimmetria residua, irregolarità della superfice. Esse sono in generale suscettibili di un trattamento complementare: piccolo “ritocco” di lipoaspirazione, spesso effettuato in anestesia locale, a partire dal sesto mese dopo l’intervento.

Le complicazioni possibili
La lipoaspirazione, anche se effettuata per motivazione puramente estetiche, resta pur sempre un vero e proprio intervento chirurgico, e ciò implica i rischi legati ad esso anche se minimi. Delle complicazioni possono sopraggiungere. Queste ultime possono essere legate all’anestesia oppure al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente. Le vere complicazioni sono eccezionali dopo una lipoaspirazione di qualità. Un grande rigore nella scelta delle indicazioni e la corretta realizzazione chirurgica devono in pratica assicurare una prevenzione efficace e reale. Per completezza, bisogna purtuttavia citare, malgrado la loro rarità: -gli incidenti trombo-embolici (flebite, embolia polmonare) che sono le complicazioni più gravi. Il rischio di una loro comparsa è aumentato se simili accidenti figurano nell’anamnesi del paziente. L’utilizzazione di farmaci antitrombotici, fare alzare il paziente precocemente ed eventualmente un trattamento anticoagulante contribuiscono a ridurre questo rischio.
-I sanguinamenti sono raramente preoccupanti, salvo in caso di turbe associate della coagulazione.
-Ematomi e sieromi sono di comparsa eccezionale nel decorso postoperatorio di una lipoaspirazione correttamente realizzata.
-Le necrosi cutanee localizzate sono altrettanto rare; esse allungano il periodo di cicatrizzazione e possono dar luogo a delle cicatrici.
-L’infezione può essere prevenuta dall’uso di un antibiotico profilattico.
-Infine delle turbe metaboliche sono state osservate nel corso di lipoaspirazioni quantitativamente eccessive.
Concludendo nella stragrande maggioranza dei casi questo intervento ben studiato preventivamente e correttamente realizzato da un risultato molto apprezzabile nonostante le cicatrici siano inevitabili. Comunque non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza che questo intervento, anche se apparentemente semplice, comporta una piccola parte di rischi. Rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato con la competenza e la formazione necessarie per evitare le complicazioni o per trattarle efficacemente si possono evitare spiacevoli sorprese.
La Cannula Curva del Dottor Garigale
A più di vent’anni dalla sua comparsa,la liposuzione si è imposta in tutto il mondo.
Essa può essere infatti considerata strumento ideale, poichè consente di effettuare l’eliminazione rapida degli accumuli adiposi e comporta degli esiti cicatriziali minimi.
Si capisce da ciò come sia importante lo strumentario utilizzato per questa tecnica.
Noi ci siamo voluti occupare in questo lavoro dello strumentario utilizzato nella liposuzione tradizionale mediante pompa che è a tutt’oggi è quella maggiormente in uso.
Come è noto questa modalità di liposuzione comporta l’uso dei seguenti oggetti:
1. Una pompa aspirante
2. Una cannula per lipoaspirazione
3. Un tubo flessibile che collega le prime due parti
Noi abbiamo fissato la nostra attenzione sulla cannula per lipoaspirazione.
Le cannule per lipoaspirazione mediante pompa oggi in uso sono essenzialmente costituite dalle seguenti quattro parti:
● La cannula vera e propria (a)
● Il raccordo tra la cannula vera e propria e l’impugnatura (b)
● L’impugnatura (c)
● il raccordo per il tubo flessibile (d)

In tutte le cannule oggi in uso queste quattro parti sono posizionate lungo lo stesso asse (rettilineo); fanno eccezione solo alcune cannule (Fiscer, Assumpao, Illouz etc.) che presentano delle curvature di varia foggia e che comunque non sono importanti per l’argomento che ci interessa.
Questo posizionamento appunto lungo un asse rettilineo comporta a nostro avviso una manovrabilità difficile ed imprecisa dello strumento.
Infatti l’operatore prima di tutto è costretto a compiere un maggiore sforzo di leva; e ciò è dovuto al fatto che l’impugnatura, posizionata dietro la cannula, in realtà allontana la punta dalla mano dell’operatore.
In secondo luogo lo strumento, allungato ancora di più dal tubo flessibile che lo collega alla pompa aspirante, è ingombrante e poco idoneo a trattare determinati segmenti del corpo, come ad esempio la superficie interna della coscia (con accesso dalla piega glutea), le caviglie, i polpacci e le braccia.
Inoltre per afferrare e manovrare lo strumento l’operatore deve ruotare il corpo, abdurre il braccio dal tronco, spostare la spalla in avanti ed abdurre il polso sull’avambraccio.
Tutto ciò comporta un notevole spreco di energie, una maggiore fatica ed una ridotta precisione delle manovre operatorie.
Per ovviare a questi inconvenienti abbiamo messo a punto circa vent’anni fa una nuova cannula che abbiamo utilizzato sui nostri pazienti e che tuttora utilizziamo.
La nuova cannula presenta due accorgimenti nuovi che riguardano il raccordo tra l’impugnatura e la cannula vera e propria ed il raccordo per il tubo flessibile.
Il raccordo tra l’impugnatura e la cannula vera e propria è stato nel nuovo strumento notevolmente allungato; esso ha inoltre la forma di un arco con angolo di apertura di 180° e corda massima di 4,8 cm. (Fig.3).
Il raccordo per il tubo flessibile presenta inoltre una doppia obliquità: la prima dovuta all’inclinazione dell’asse del raccordo rispetto all’asse dell’impugnatura in direzione opposta all’estremità libera della cannula di circa 45°; la seconda dovuta da una inclinazione dell’asse del raccordo rispetto ad un piano contenente l’asse dell’impugnatura e quello della cannula di 20° (Fig.3).

Il nuovo strumento i seguenti vantaggi rispetto alle cannule per lipoaspirazione tradizionali :
1) Maggiore precisione nell’uso della cannula
2) Maggior confort per il chirurgo
3) Possibilità di aumentare la lunghezza utile della cannula vera e propria senza inficiarne la maneggevolezza d’uso
4) Migliore visualizzazione del materiale aspirato

La migliore visualizzazione del materiale aspirato si spiega facilmente; il tubo flessibile che nelle cannule tradizionali ha una posizione infero-posteriore e quindi nascosto dall’avambraccio del chirurgo, nella nuova cannula assume una posizione supero-anteriore e quindi immediatamente visibile.
Il maggior comfort e la maggiore precisione che consente la nuova cannula si spiegano con una più razionale utilizzazione dell’energia muscolare.
I movimenti di va e vieni che il chirurgo compie durante l’intervento di lipoaspirazione non richiedono con la nuova cannula la torsione del tronco, l’abduzione del braccio, la flessione del polso in abduzione.
Essi comportano quindi minore fatica e maggiore precisione.
E queste ultime sono amplificate dalla notevole riduzione della lunghezza della leva:
la mano del chirurgo si trova infatti non dietro, ma sopra la cannula vera e propria.
L minore fatica, la maggiore precisione ed il maggior comfort che il chirurgo ha riscontrato nella pratica chirurgica ha consentito una ulteriore modifica dello strumento. E’ stato cioè possibile l’aumento della lunghezza della cannula vera e propria e la riduzione del suo diametro.
Come è noto le cannule tradizionali hanno una lunghezza massima di 35 cm., mentre lo spessore della cannula più comunemente adoperata è di 4 mm.
Ma adoperare una cannula tradizionale di 35 cm di lunghezza è cosa che richiede grande fatica muscolare e grande concentrazione da parte del chirurgo, cui consegue possibilità di commettere errore.
Infatti la leva è troppo lunga poiché alla lunghezza della cannula vera e propria bisogna aggiungere la lunghezza dell’impugnatura e di parte del tubo flessibile.
Al contrario nella nuova cannula l’impugnatura ed il tubo flessibile sono ripiegati in avanti comportando una riduzione della leva di almeno 20 cm.
Queste considerazioni ci hanno consentito di allungare la cannula vera e propria sino a 45 cm.
Come ultima considerazione va citato il fatto che, mentre negli strumenti tradizionali a livello della parte superiore dell’impugnatura è presente una tacca per l’orientamento verso il basso delle finestre aspiranti, al fine di evitare l’aspirazione di tessuto adiposo sottodermico, nella nuova cannula l’orientamento delle finestre aspiranti è obbligato e non vi è possibilità di errore.
Concludendo noi siamo dell’avviso che la nuova cannula che abbiamo presentato grazie alla sua maggiore maneggevolezza e precisione consente di ottenere migliori risultati operatori ed una riduzione delle complicanze.
Essa inoltre comporta un utilizzo più razionale delle energie muscolari del chirurgo e di conseguenza una minore fatica.